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 Corriere del Veneto OKNotizie

Parte tutto da Mirano: 20 giorni per una Tac a paziente con sospetto tumore

Class action contro le liste d’attesa
«Ne lanceremo una per ogni Usl»

Comincia dal Veneto l’offensiva del Tribunale del Malato

L’iniziativa è partita dal caso di una 59enne veneziana che avrebbe dovuto aspettare venti giorni per una Tac

L’iniziativa è partita dal caso di una 59enne veneziana che avrebbe dovuto aspettare venti giorni per una Tac

VENEZIA — Parte dal Veneto la prima class action contro le liste d’attesa. O meglio un pool di class action, una per ogni Usl che non eroga le prestazioni nei tempi imposti dalla Regione e riportati sulla ricetta del medico di base in tre fasce: A (accertamento da garantire entro 10 giorni); B (visita entro 30 giorni o esame entro 60); C (controllo entro 180 giorni). L’iniziativa porta la firma del Tribunale per i diritti del Malato, che si appoggia alla sede nazionale di Cittadinanzattiva— l’associazione «mamma » di questi sportelli a tutela dei pazienti —, forte di un team di avvocati ed ex magistrati esperti in materia di sanità. I veneti che non otterranno la prestazione richiesta nei limiti consentiti potranno iscriversi alla class action riferita alla propria Usl e portarne i responsabili davanti al Tar. Tutte le azioni, e relative modalità di partecipazione, saranno pubblicizzate dal Tribunale del Malato appena istruite. Il presidente regionale, Valdo Mellone, ieri ha già inviato a Roma la documentazione per lanciare la prima, che riguarderà l’Usl 13 di Mirano, teatro del caso che ha ispirato l’idea.

La vicenda Tutto parte dalla storia di una signora di 59 anni residente nel Veneziano, che lo scorso 23 ottobre chiede al Cup dell’Usl 13 una Tac all’addome completo con contrasto per un sospetto tumore allo stomaco. L’esame è in fascia B, ma l’azienda è in grado di assicurarlo solo il 12 novembre, ovvero dopo 20 giorni e non entro i 10 previsti dal codice di priorità. A quel punto la paziente si rivolge a una struttura privata di Monselice (Padova), che la sottopone a Tac nel giro di 5 giorni. «Tra l’altro—specifica Mellone — l’esame nel privato è costato 251 euro, contro la tariffa di 263,40 dell’Usl di Mirano (come rimborso da chiedere alla Regione, il malato paga solo i 36,15 euro di ticket, ndr). Altro paradosso». Una volta ricevuto l’esito della Tac, per fortuna negativo, la 59enne veneziana si rivolge al Tribunale del Malato, per ottenere il risarcimento, in base alla delibera regionale 600 del marzo 2007, che impone alle aziende sanitarie l’erogazione delle prestazioni entro i tempi fissati dai codici di priorità. Secondo lo stesso documento, l’Usl inadempiente garantirà al paziente l’accertamento in regime di libera professione. «Ci siamo mossi subito—racconta Mellone — anche perchè, nel marzo 2009 al tavolo regionale sulle liste d’attesa proprio i vertici dell’Usl 13 avevano assicurato di essere a regime per gli esami di fascia A e B. Io li avevo avvertiti: non si possono raccontare bugie a chi sta male, tollereremo eventuali sforamenti solo fino a settembre. In realtà abbiamo pazientato fino a gennaio: il 27 ho scritto all’Usl 13 per chiedere il risarcimento per la Tac pagata dalla signora a Monselice».

Il 25 marzo la risposta, nero su bianco, del direttore generale Ennio Orsini: «Le sue richieste non possono essere accolte. Non appare infatti condivisibile il suo assunto volto ad affermare che il contenuto della DGR 600/2007 integra vincolo contrattuale tra le parti, perchè le tabelle contenute nella delibera hanno valore ordinatorio e sollecitorio nei riguardi delle aziende, affinchè queste prendano tutte le misure necessarie perchè le prestazioni vengano erogate nei termini previsti dalla norma. Una richiesta di risarcimento potrebbe essere accolta solo se fondata sulla circostanza che dal ritardo della prestazione è derivato un danno alla salute delle paziente».

La class action Ma Mellone, che è avvocato, non è d’accordo: «La delibera dice chiaramente: "Si dispone", perciò impone un dovere alle aziende e concede un diritto all’utente. Insomma, genera un contratto, che in questo caso è stato violato». E allora il presidente veneto del Tribunale del Malato ha intrapreso due azioni: ieri ha inviato a Roma la documentazione per avviare la class action e domani depositerà al giudice di pace di Dolo la richiesta di risarcimento dei 251 euro pagati dalla singora per la Tac, meno i 36,15 di ticket che avrebbe comunque dovuto versare nel pubblico. La class action prevede prima una sollecitazione all’Usl ad adempiere alle richieste del paziente entro 90 giorni, altrimenti scatta il ricorso al Tar. L’iniziativa diventa un precedente «pericoloso» per le aziende sanitarie, che rischiano centinaia di ricorsi da parte di pazienti perennemente in coda. «Il nostro obiettivo è proprio dare ai malati un nuovo strumento per far valere i loro diritti — conferma Valdo Mellone —. Abbiamo mobilitato i presidenti del Tribunale del Malato delle sette province venete perchè ci segnalino le Usl inadempienti, nei confronti delle quali indiremo altre class action».

Michela Nicolussi Moro


 

Ai Segretari regionali
Ai Coordinatori delle Assemblee territoriali
Ai Coordinatori regionali e locali del TDM, GD, PdC, SCA
Alle Associazioni aderenti al CNAMC
e p.c. Ai Coordinatori Nazionali del TDM, PdC, SCA, ACN

Carissimi,
come avete appreso dalla news Attivi in pillole del 4 marzo scorso, nei primi due mesi del 2010 abbiamo lavorato per lanciare le class action di Cittadinanzattiva verso la Pubblica amministrazione ai sensi della cosiddetta legge Brunetta (ddl 198/09).

Del gruppo di lavoro fanno parte oltre me: Giulia Mannella - Coordinatore - e Valeria Fava per il PiT Salute; Isabella Mori, Coordinatore PiT Servizi; Laura Liberto referente per l"immigrazione; Angela Masi, Valentina Ceccarelli e Valentina Condà per il PiT Giustizia; gli avvocati di Giustizia per i Diritti: Mario De Riso - Emilia Romagna, Lucio Fresta - Sicilia, Laura Nissolino, Massimo Laurenti, Francesco Ricciardi e Rodolfo Mazzei - Lazio; Vittorio Ferla per le relazioni istituzionali; Sandro Cossu, Aurora Avenoso e Mariano Votta per l"Ufficio stampa; Nicoletta Cannata, Giacomo D"Orazio, Giuliano Basso per l"Ufficio comunicazione; Cinzia Dottori per l"Ufficio cura del movimento.
A tutti loro un sentito ringraziamento esteso anche ai Segretari regionali, ai Coordinatori delle assemblee territoriali  ed ai Coordinatori regionali e locali del Tribunale per i Diritti del malato che hanno collaborato per l"istruttoria dei temi sanitari (liste di attesa e invalidità  civile).

Ho il piacere di comunicarvi che ieri 11 marzo, abbiamo inviato ad un"Agenzia di Servizi notifiche gli atti relativi alle class action. Non hanno saputo dirci se domani l"Ufficio notifiche del Tribunale potrà  riceverle dato che è stato indetto lo sciopero generale. In ogni caso, è certa la consegna lunedì.
Da martedì partirà  dunque la campagna di comunicazione finalizzata ad informare i cittadini, nostri aderenti e non, ed i responsabili di Cittadinanzttiva, nei livelli regionali e locali, dell"avvio delle class action - descritte più avanti  - alle quali si potrà  aderire collegandosi al sito di Cittadinanzattiva e compilando l"apposito form (più puntuali istruzioni verranno comunicate a partire da martedì prossimo).

Vi riassumo le diffide inoltrate per la notifica, passaggio preliminare ed obbligatorio prima dell"avvio del ricorso dinanzi ai TAR:

1.   N. 2 diffide sulla Tassa depurazione acque reflue . Un Comune del Lazio- Cineto Romano, uno della Basilicata - Potenza).
Eccepire la violazione dei termini di tutti quegli atti generali previsti ed utili a stabilire la quantità di somme da restituire ai cittadini per la tassa di depurazione illegittimamente pagata. Successivamente alla sentenza della Cassazione, la legge a tampone ha consentito ai comuni di stabilire le quote da trattenere sulla base del piano di intervento adottato.

Su questo tema verranno
avviate ulteriori diffide nei confronti di altri comuni, appena completate le verificate sulle segnalazioni già pervenute o che perverranno in futuro.

2.     N. 1 diffida su Invalidità civile - Asp di Reggio Calabria
Accertamento dell"invalidità civile ai sensi della L. n. 80 del 2006; 118 del 1971; D.P.R. 698/94

3. N. 1 diffida su Permessi di soggiorno - Lazio-Roma
Tempi lunghi di rilascio del rinnovo permesso di soggiorno

Per quanto riguarda la Gerit - Lazio ( Abuso della Gerit che ipoteca i beni dei cittadini per somme inferiori agli 8mila euro, anche se è vietato dalla legge), avendo completato l"istruttoria ed avendo rilevato la non procedibilità ai sensi del ddl 198/09, abbiamo deciso di notificare in ogni caso una diffida stragiudiziale. Vedremo gli sviluppi.

Per il problema "liste di attesa", stiamo verificando la fattibilità di una class action nel Veneto.
Inviateci pure eventuali segnalazioni di cittadini che denunciano tempi lunghi per l"accesso alle prestazioni sanitarie.

Tutte le diffide verranno notificate per conoscenza al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l"innovazione.

Invio a tutti voi cordiali saluti.

Mimma Modica Alberti
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Come evidenziato nella parte finale del documento, si raccolgono segnalazioni riguardanti le liste di attesa per la possibile class action da intraprendere. Le segnalazioni devono essere munite di copia della prescrizione, della prenotazione e del versamento effettuato per la prestazione non erogabile entro i termini della normativa vigente(priorità B- D- P) 
Per segnalazioni del nostro territorio previo contatto telefonico,
per segnalazioni extraterritoriali, collegarsi al sito: www.cittadinanzattiva.it
 
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